lunedì 11 agosto 2014

SBLOCCHIAMO IL DIALOGO


We can no longer ignore the suffering of millions due to the injustices of war. To take action, we’ve committed ourselves to influencing the public opinion by developing a greater awareness of the crisis in the Middle East and sending financial help to the families affected by it. This is our appeal.
Our first step:
August 15: wearing white T-shirts as a symbol of solidarity to spread awareness to the conflict in the Middle East.
We invite everyone to share and upload photos and videos on this page. We wish to get the involvement of as many people as possible in this effort!
https://www.facebook.com/dialoguetounlock/photos/pcb.655129901231488/655129617898183/?type=1&theater

martedì 6 maggio 2014

Educare a relazionarsi con il gruppo


"Gli adulti dimenticano che il gruppo aiuta i giovani a sedare le loro incertezze, perché la propria condizione è vista come se fosse "clonata" negli altri, e ciò li toglie dal vissuto negativo di sé che si esprime già sulla misura della bellezza.
E' avvilente considerare come l'adolescente non sappia tuttavia vivere in gruppo né difendere le proprie convinzioni, rischiando di essere trascinato nel pericolo e nel dramma di comportamenti-contro, benché egli faccia parte di una classe, dunque di un pontenziale gruppo, sin dai sei anni.
E' questo un segno evidente che l'educazione scolastica, il cui primo risultato dovrebbe essere quello di insegnare a vivere nel gruppo e nella dimensione del quotidiano, non c'è e rinuncia a sperimentare quella che io chiamo educazione a relazionarsi nel gruppo. Se la scuola riuscisse a raggiungere questo obiettivo, avrebbe già dato un contributo essenziale ai propri allievi." (Vitorino Andreoli, L'educazione (im)possibile, pag.123, Rizzoli, 2014)

domenica 26 gennaio 2014

Riflessioni


Pur sapendo che la perfezione non è una meta raggiungibile per l'uomo, nutro una profonda stima ed una sana invidia nei confronti di chi metodicamente si dedica anima e corpo ad un progetto - un sogno.
Ho così tanti sogni, nutro talmente tanti interessi da non riuscire a focalizzarmi unicamente su di uno solo (prova ne è questo blog a singhiozzi).
SPAZIO - SORVOLO - ASSAGGIO - ASSIMILO - ESPELLO - RICEVO - DONO
Così non sono un ottimo musicista, un esperto fotografo, un buon pedagogista, di certo non un maestro...
Mi guardo dentro alla ricerca dei miei pregi e ci vedo solo un grande amore per l'Uomo e per la Vita, un'aspirazione ad un francescanismo laico quotidiano a cui, per mancanza di umiltà, non so quando arriverò.

giovedì 2 gennaio 2014

Il 2014 inizia con le "grandi speranze" del Boss


C'è chi sostiene che ormai il Boss pubblichi album per restare in tour, non credo sia del tutto vero. Credo piuttosto che negli ultimi dieci anni sia mosso dall'urgenza di pubblicare quanto gli viene per la testa, le mani ed il cuore e che poco si curi se per farlo questo ed il precedente Wrecking ball assomiglino più a delle raccolte che non ad album di inediti. Ed eccoci quindi alla presenza di High hopes, un album che torna prepotentemente al rock ma che contiene ben 3 cover (High hopes, Just like fire would e Dream baby dream), 1 autocover (The ghost of Tom Joad) e 2 canzoni (Amerikan skin-21 shots e The wall) già suonate dal vivo. Per molti 6 canzoni non inedite su un totale di 12 è troppo. E forse è vero; ma ascoltando l'album senza pregiudizi si possono gustare i nuovi arrangiamenti dei brani già conosciuti, ci si può emozionare nel trovare i contributi dei compianti Clrance Clemons e Danny Federici in alcuni brani registrati anni fa (scarti delle sessioni del bellissimo The rising) e ci si può stupire degli assoli di chitarra inusuali per Springsteen, assoli ad opera di Tom Morello (ex-Rage Against the Machine). Sulla voce del Boss nulla da dire, forte come un tempo e commovente in brani come The Wall. I temi sono quelli: l'amore, le citazioni bibliche, la politica, il tutto, però, con meno rabbia di The rising e meno impegno di Wrecking ball.
Un album di ottimo rock, dopotutto. E non è forse questo che ci aspettiamo, più di ogni altra cosa, da Bruce Springsteen? Buon ascolto!!!

venerdì 20 dicembre 2013

Cosa (mi) resterà di questo 2013?

Mi considero una persona abbastanza inserita nella realtà in cui vive e curiosa e aperta a quanto accade nel mondo; anche perché, sebbene sia vero che ogni persona è unica ed irripetibile (ma non  tutti sarebbero d'accordo a riguardo, induisti e buddisti in primis), è inutile e inconclusa se crede di bastare a se stessa. Dunque la domanda si pone: cosa resterà di questo 2013 che sta per finire? Provo a farne una lista: 
- la morte di Nelson Mandela, già iniziata da tempo, in realtà, e che avrà solo due conseguenze: o il sudAfrica raccoglierà l'eredità del padre della nazione arcobaleno (come l'ha chiamata Desmond Tutu) o scoppieranno violenze da parte di alcune frange dell'ANC scontente dell'importanza che comunque ancora i bianchi hanno, facendosi trascinare da un odio razziale al contrario;
- l'elezione di papa Francesco, che sta portando con sé un ventata nuova non solo nella Chiesa cattolica ma che con le sue parole coerenti con le sue azioni dà un esempio per tutti;
- le primavere arabe che si sono trasformate in controrivoluzioni;
- le rivoluzioni in Turchia;
- le bombe alla maratona di Boston;
- la morte di Lou Reed e di Enzo Jannacci;
- la rielezione di Napolitano a presidente della Repubblica, con tutto ciò che ha portato con sé di instabilità e cambiamenti nella politica italiana;
- la tragedia di Lampedusa, la guerra in Mali, in Sudan, in Siria, e tutte le guerre civili dimenticate;
- il tifone Haiyan nelle Filippine, lo tsunami nelle isole Salomone, l'alluvione in Sardegna;
- il bosone di Higgs e la morte di Margherita Hack..
Ce ne sarebbe altre mille, ma di certo questi sono i fatti che ho seguito di più e sicuramente ne ho dimenticati molti altri. 
Ma non è questo che MI resterà di questo 2013. Questo è stato il mio primo anno senza papà; il mio primo anno con un vero lavoro, il lavoro per cui ho studiato e che tanto mi dà; un anno in cui inizio a sentirmi libero perché non mi appartengo e non appartengo a nessuno e a tutti allo stesso tempo; un anno in cui sento di essere cambiato, di essere cresciuto (anche se questo è un cammino interminabile). E allora di questo anno mi rimarranno i sorrisi dei bambini a scuola e ai centri estivi; i discorsi con i miei ragazzi in oratorio, le loro confidenze, le incomprensioni a volte, l'accompagnarli nel loro cammino di crescita; i confronti e le risate coi colleghi; le nuove canzoni che abbiamo scritto col gruppo in cui suono; le uscite con gli amici e le amiche; i miei pianti e i pianti degli altri; i distacchi e le persone ritrovate...mi resterà una vita intensa, vissuta con gli altri e forse un po' troppo piena a volte ma sicuramente che è degna di essere vissuta.

mercoledì 11 dicembre 2013

NUVOLE DI OSSIGENO


E' uscito ieri il video e la canzone "Nuvole di ossigeno" dei The B.Livers, un gruppo di ragazzi in cura all'Istituto Tumori di Milano, con l'aiuto di Faso il mitico bassista di Elio e le storie tese. Il brano è scaricabile da iTunes ed i proventi saranno utilizzati per aiutare gli adolescenti malati.
Questa canzone è una strana invenzione – racconta Faso -. L’hanno composta alcuni giovani pazienti dell’Istituto dei Tumori con un metodo un po’ particolare: ognuno di loro ha intonato qualche nota inventando liberamente, ognuno di loro ha scritto parole, frasi, emozioni ed immagini che raccontano la propria esperienza. Nessuno di loro è un cantante professionista e l’unico successo che inseguono è vincere la battaglia con la malattia. Io ho avuto l’onore di raccogliere tutto questo materiale e cercare di farlo confluire in una cosa sola. Grazie all’aiuto di Paola Folli e dei miei compagni di band Rocco Tanica e Cesareo, adesso è possibile ascoltarla.
Visto l’ottimo risultato finale a livello musicale abbiamo pensato di sfruttare il brano anche per attirare l’attenzione sul problema della qualità delle cure che ricevono gli adolescenti malati – dice il dottor Andrea Ferrari, responsabile del progetto e della Commissione Adolescenti dell’Associazione Italiana Ematologia Oncologica Pediatrica –. E’ un modo nuovo di superare, tutti insieme, gli ostacoli che impediscono ai teenager di avere le stesse chances di guarigione di bambini e adulti e l’accesso alle cure migliori. Infine, Nuvole d’ossigeno racconta la storia di nostri ragazzi ma anche la storia del Progetto Giovani dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano: un’idea nuova di cura, in cui al centro non c’è la malattia, ma l’adolescente, con la sua normalità e i suoi bisogni particolari, in cui i medici riescono a parlare con i ragazzi usando il loro linguaggio, la musica, facebook e youtube, per esempio.
fonte elioelestorietese.it


martedì 10 dicembre 2013

Quattro tipi fondamentali di apprendimento

 
 
"Per riuscire nei suoi compiti, l'educazione deve essere organizzata attorno a quattro tipi fondamentali d'apprendimento che, nel corso della vita di un individuo, saranno in un certo senso i pilastri della conoscenza: imparare a conoscere, cioè acquisire gli strumenti della comprensione; imparare a fare, in modo tale da essere capaci di agire creativamente nel proprio ambiente; imparare a vivere insieme, in modo tale da partecipare e collaborare con gli altri in tutte le attività umane; imparare ad essere, un progresso essenziale che deriva dai precedenti. Ovviamente, questi quattro percorsi della conoscenza formano un tutt'uno [...]."
 
Rapporto all'UNESCO della Commissione Internazionale sull'Educazione per il Ventunesimo Secolo